25 Marzo 2021

Il primo impianto di biometano da scarti agricoli in Italia supera il traguardo delle 10 mila ore di attività

Nutrire la terra e produrre energia in maniera sostenibile nel rispetto del pianeta è il mantra che sta rivoluzionando il modo di fare agricoltura. Il modello agricolo-circolare, basato sulla fertilità organica del suolo e sull’efficienza d’uso dei fattori produttivi, è riconosciuto quale strumento fondamentale e risposta sostenibile al crescente fabbisogno di alimentazione.  D’altro canto la potenzialità di crescita della produzione di biogas e biometano è parte integrante dello scenario in evoluzione del settore agricolo, in funzione della lotta al cambiamento climatico verso la transizione energetica, come ha sottolineato proprio il Ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero qualche giorno fa. In questo ambito, l’azienda agricola La Castellana di Corbetta, alle porte di Milano, è l’esempio virtuoso di questa filosofia, valida per l’intero settore.

L’impianto di upgrading di biogas per la produzione di biometano, su progetto e tecnologia BIOCH4NGE® di AB, sta infatti macinando record su record e dopo essere stato il pioniere nella produzione e immissione in rete a dicembre del primo metro cubo di biometano in Italia a partire da scarti agro-zootecnici, in questi giorni ha tagliato l’importante traguardo di affidabilità con più di 10mila ore di attività. Alla Castellana si coltivano campi su una superficie di 900 ettari, si allevano suini (circa 15.000 capi) e si produceva energia elettrica da due impianti biogas da 999 kW. Uno dei due impianti biogas è stato poi riconvertito e potenziato riducendo del 30% la produzione di energia elettrica per far coesistere la produzione di biometano che ora è a 450 Sm3 /h.

L’azienda agricola La Castellana sta dimostrando come l’agricoltura possa essere innovativa, efficiente e sostenibile, spingendosi oltre il mercato agricolo, zootecnico ed elettrico e creando una nuova filiera legata alla produzione di biometano. Le stime del CIB (Consorzio Italiano Biogas) prevedono infatti che potenzialmente il nostro Paese potrebbe produrre fino a 10 miliardi di m3 di biometano nel 2030, di cui almeno 8 da matrici agricole,  da poter utilizzare nel processo in atto verso la decarbonizzazione e la transizione energetica anche in settori in cui ora il suo utilizzo risulta marginale, come per la produzione di GNL per il  trasporto pesante.

“Questo impianto all’avanguardia di AB ci ha permesso di raggiungere traguardi importanti sia per quanto riguarda la produzione di biometano, con il primo metro cubo prodotto da scarti agricoli in Italia a dicembre, sia per l’affidabilità, con le 10mila ore di attività raggiunta in questi giorni -ha dichiarato Francesco Crivelli dell’Azienda Agricola La Castellana. Attraverso la nostra esperienza possiamo confermare che questa tecnologia è “matura” e siamo particolarmente soddisfatti di poter contribuire, nel nostro piccolo, ad essere di esempio in questo settore, sperando che sempre più realtà seguano il nostro modello per il bene della produzione agricola e dell’ambiente.”

“Per noi di AB la sostenibilità̀ è un impegno prioritario, che non conosce sosta, per questo siamo particolarmente orgogliosi di festeggiare le 10 mila ore di vita del nostro impianto BIOCH4NGE® per la produzione di biometano da scarti agro-zootecnici – ha dichiarato il Presidente di AB Angelo Baronchelli. La Castellana ha scelto di integrare il sistema di upgrading con un cogeneratore ECOMAX® dalla potenza elettrica di 337 KW alimentato a natural gas, una sinergia che permette di creare un sistema energetico fortemente efficiente, che massimizza la produzione di biometano a costi energetici sostenibili.”

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